Se stai pensando alla Cambogia solo come templi e giungla, sappi che il Paese ha anche un lato marino sorprendente: isole con sabbia chiara, baie tranquille, villaggi di pescatori e una costa che (quando si sceglie il periodo giusto) regala giornate lente e mare calmo. La chiave è una: capire quando andare e come muoversi, perché tra monsoni, barche e strade non sempre perfette, l’organizzazione fa la differenza.
Qui sotto trovi le isole e le località costiere più interessanti per una vacanza in stile “spiaggia + esplorazione”, con consigli pratici su stagioni, trasferimenti e cosa aspettarti sul posto.
Quando andare: stagione secca, spalle di stagione e “giorni sì / giorni no”

Per il mare, la finestra più semplice è la stagione secca (in genere da novembre ad aprile): cieli più stabili e mare spesso più calmo. In compenso, tra marzo e aprile il caldo può diventare intenso, soprattutto nell’entroterra. La stagione delle piogge (indicativamente da maggio a ottobre) porta scrosci anche forti e mare più mosso: non significa “impossibile”, ma significa mettere in conto spostamenti più lenti e qualche cancellazione di barche quando il meteo gira male. Se vuoi un quadro completo sul meteo mese per mese, qui trovi una guida interna utile: clima in Cambogia e periodo migliore per andare.
Eventi utili da sapere (che possono alzare prezzi e affollamento): il Khmer New Year cade a metà aprile (nel 2026: 14–16 aprile), mentre il Water Festival (Bon Om Touk) è legato al calendario lunare (nel 2026: 23–25 novembre). Sulla costa, spesso a dicembre si tiene anche il Sea Festival (sede e date possono cambiare, quindi conviene verificare a ridosso della partenza).
Come arrivare e muoversi: la logica “hub + isole”
Per le isole di Koh Rong e Koh Rong Sanloem, il punto d’appoggio è quasi sempre Sihanoukville (con il porto da cui partono speedboat e traghetti). Dalla capitale Phnom Penh si arriva in diverse ore via strada (i tempi variano molto in base al traffico e alle condizioni), mentre per chi arriva da Siem Reap spesso conviene spezzare con una notte a Phnom Penh o direttamente sulla costa.
Sulle tratte per le isole, oggi ci sono molte partenze al giorno e i biglietti one-way si trovano spesso intorno a US$ 14–17 (ma il prezzo può cambiare in base a compagnia, orario e stagione). In alta stagione è sensato prenotare in anticipo; in bassa, spesso basta organizzarsi sul posto, tenendo però un “piano B” se il mare è mosso.
Koh Rong: l’isola “classica” tra spiagge lunghe e baie diverse tra loro
Koh Rong è la più “facile” da capire al primo colpo: ha zone animate e angoli più silenziosi, e puoi scegliere l’atmosfera in base alla spiaggia dove alloggi.
Dove stare a Koh Rong (in pratica)
Koh Touch è l’area più comoda per chi vuole avere ristorantini, minimarket e partenze barche a portata di passo: non è il posto più tranquillo, ma è pratico. Se vuoi più “cartolina”, molte persone preferiscono spiagge come Long Set (4K Beach) o altre baie più distese: in genere sono più rilassanti, ma la sera hai meno scelta e ti muovi più spesso con taxi-boat o scooter (quando disponibili).
Cosa fare (oltre a stendersi al sole)
Le attività più gettonate sono snorkeling e giri in barca tra baie e spot più scenografici. Se ami camminare, alcune zone si esplorano bene a piedi (con scarpe chiuse o sandali “da sentiero”: la sabbia va e viene, ma i tratti interni possono essere fangosi o irregolari).
Koh Rong Sanloem: più quiete, acqua trasparente e ritmo lento
Koh Rong Sanloem è spesso scelta da chi cerca una versione più tranquilla: giornate scandite da mare, letture e qualche uscita in kayak o in barca. Anche qui la differenza la fa la spiaggia in cui dormi: alcune baie sono più organizzate, altre più “essenziali”.
Un consiglio semplice: porta contanti a sufficienza. Sulle isole gli ATM possono non esserci o non funzionare sempre, e i pagamenti elettronici non sono garantiti ovunque.
Sihanoukville: base logistica (e come viverla senza aspettative sbagliate)
Sihanoukville è il grande snodo per le isole: porto, trasferimenti e una città che negli ultimi anni è cambiata molto, con zone molto costruite e cantieri che possono ancora influire sull’esperienza. Il modo migliore per usarla è spesso questo: una notte strategica prima/ dopo le isole, scegliendo una struttura comoda per il porto e con buone recensioni recenti.
Dove dormire a Sihanoukville
Se vuoi stare comodo con partenze mattutine, punta alle aree più pratiche per raggiungere il porto (e controlla bene sulla mappa la distanza reale: a volte “vicino” significa comunque 15–20 minuti in tuk-tuk).
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a SihanoukvilleKoh Kong e le Cardamom Mountains: natura, mangrovie e avventura “vera”
Se oltre al mare vuoi un assaggio di Cambogia più verde, la zona di Koh Kong è una buona porta d’ingresso verso mangrovie, fiumi e la regione dei Cardamom. Qui l’atmosfera cambia: meno “spiaggia da sdraio”, più natura e spostamenti lenti. È perfetta se ti piacciono kayak, giri in barca tra canali e lodge immersi nel verde.
Nota onesta: i tempi di trasferimento possono sorprendere (strade e traffico contano molto). Se hai pochi giorni, meglio non incastrare troppe tappe: rischi di passare più tempo in van che in acqua.
Koh Ta Kiev: piccola, semplice, ideale per staccare davvero
Koh Ta Kiev è un’idea carina per chi vuole un’isola più spartana e naturale, vicino alla costa (zona di Ream). Qui l’esperienza è spesso “back to basics”: poche strade, energia limitata in alcune strutture, ritmi lenti. È una buona scelta se ti piace l’idea di staccare e non ti serve la comodità totale. Per l’avvistamento di delfini, invece, meglio non partire con aspettative: in Cambogia gli avvistamenti più noti sono legati ad altre aree (non a questa isola) e non sono qualcosa di “garantito”.
Kampot e Kep: fiume, pepper farm, tramonti e mare a piccole dosi
Kampot è una tappa che piace perché non è solo mare: è una cittadina rilassata sul fiume, ottima per una pausa tra isole e città, con giri in scooter tra campagne e piantagioni di pepe. Kep è più piccola e costiera, famosa per il mercato del granchio e l’aria da weekend sul mare. Non aspettarti spiagge “caraibiche”, ma un mix piacevole di cibo, tramonti e gite brevi.
Phnom Penh: vale la pena anche se il tuo obiettivo è il mare
La tentazione è “saltarla” per correre verso le isole, ma Phnom Penh spesso è la sosta che rende il viaggio più comodo: spezza i trasferimenti e ti fa respirare un po’ di vita urbana tra mercati, lungofiume e palazzi storici. Se hai almeno una notte, la scelta migliore è alloggiare in una zona ben collegata e piacevole per muoversi la sera (senza complicarti la logistica).
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Phnom PenhDue errori comuni (che si evitano facilmente)
1) Sottovalutare i tempi. In Cambogia “200 km” non significano automaticamente “2 ore”. Tra traffico, strade e soste, i trasferimenti possono allungarsi: meglio pianificare con margine, soprattutto se hai una barca da prendere.
2) Arrivare sulle isole senza contanti e senza un minimo di flessibilità. Il meteo può cambiare e qualche corsa può slittare. Se ti muovi con una giornata-cuscinetto (o almeno con un piano B), viaggi più sereno.
Cosa mettere in valigia (in base al periodo)
Stagione secca (novembre–aprile): crema solare alta, repellente, cappello, una camicia leggera a maniche lunghe per le ore più calde e per le zanzare, una felpa leggera per aria condizionata forte in bus/ristoranti.
Stagione delle piogge (maggio–ottobre): oltre al resto, aggiungi una giacca antipioggia sottile, una custodia impermeabile per telefono/documenti, sandali che si asciugano in fretta e scarpe chiuse che non ti dispiace sporcare. Un mini ombrello può salvarti più di una volta.
Un’ultima idea utile: combinazione “templi + mare” senza corse
Se è la tua prima volta, una sequenza che funziona spesso è: Siem Reap (templi) → Phnom Penh (1–2 notti) → Sihanoukville → Koh Rong / Koh Rong Sanloem → rientro. Se invece vuoi organizzare il viaggio con pacchetti e combinazioni volo + hotel, qui trovi un riferimento interno da cui partire: offerte e pacchetti viaggio per la Cambogia.
La Cambogia di mare è un mix di isole semplici e natura intensa: se scegli bene stagione e tappe, ti regala giornate lente, acqua trasparente e quella sensazione rara di “essere lontano” senza complicarti troppo la vita. E spesso basta poco — una barca prenotata con criterio e una tappa in meno — per trasformare un buon viaggio in un viaggio che ricordi a lungo.
Link utili che uso anche io per organizzare il viaggio
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